Candidati al Municipio 2016

Angelo Jelmini

#1 Angelo Jelmini

Municipale in carica
1955, Avvocato e notaio

2004, 2008 e 2013: sono le tre tappe nel corso delle quali la Vecchia Lugano si è trasformata. La superficie è aumentata di quasi sette volte passando da 11.6 km2 a 75.8 km2 (per estensione la città è seconda solo a Zurigo), mentre la popolazione è quasi triplicata. Da 29’000 abitanti si è passati a 67'000.

Anche l’assetto complessivo e l’impostazione del territorio sono cambiati radicalmente: la Nuova Lugano è una città variegata, composta da quartieri e da villaggi (in tutto sono ventitrè), con caratteristiche e storie diverse. In questa nuova città si stanno ora cristallizzando, passo dopo passo, i vari poli di sviluppo strategici.

In questo contesto ha grande rilievo il progetto di Piano regolatore unitario, per il quale abbiamo già sviluppato un concetto operativo e il cui processo di adozione verrà avviato non appena il Consiglio Comunale avrà stanziato i crediti necessari. Vogliamo porre un forte accento sul tema della partecipazione e dell’informazione: i cittadini devono sentire proprio questo strumento e partecipare dunque alla sua concezione ed elaborazione.

Il Polo Turistico-Alberghiero e Congressuale al Campo Marzio e il Polo Sportivo e per gli Eventi a Cornaredo, sono due progetti importanti e di spessore su cui voglio attirare la vostra attenzione. La città ha condotto in porto con successo la realizzazione del Polo Culturale del LAC Lugano Arte e Cultura che è ora pienamente operativo e genera già importanti indotti per la nostra regione. Ora dobbiamo pensare ad arginare ulteriormente gli effetti del ridimensionamento che ha colpito il settore finanziario: lo dobbiamo fare dando impulso ad altre attività. Dunque oltre al solido polo culturale è necessario investire anche in ambito turistico, congressuale e sportivo.

L’interesse degli investitori privati sembra essere veramente forte. È una premessa importante. E’ infatti solo in chiave di partenariato pubblico/privato che la città sarà in grado di realizzare questi due ambiziosi progetti. Al Campo Marzio puntiamo soprattutto sulla realizzazione di un centro congressuale moderno che consenta a Lugano di inserirsi nel segmento dei congressi di media grandezza, mentre nel quartiere di Cornaredo, accanto al tanto atteso Palazzetto dello Sport, potrà sorgere un nuovo Stadio a carattere multifunzionale.

#2 Giovanni Albertini

1986, Fisioterapista
Generazione Giovani

Poche parole, progettualità e dedizione al lavoro mi contraddistinguono. I progetti attuabili, concreti e mirati che sto portando avanti in favore di voi cittadini sono i seguenti:

  1. Concretizzare la collaborazione tra il Comune di Lugano e l’associazione Ticino&Lavoro, della quale sono presidente, che opera senza scopo di lucro in favore dei disoccupati ticinesi. La pagina FB e la creazione del sito internet:  sono servizi in favore dei residenti e permettono il contatto diretto tra la domanda e l’offerta di lavoro. In poco più di un anno ha permesso a molti disoccupati di essere ricollocati. L’obiettivo è quindi quello di collaborare e offrire il nostro servizio al Comune di Lugano con lo scopo di ampliare l’offerta e il sostegno ai disoccupati della città.

  2. Progetto LuganoCreativa: consiste nel valorizzare e riabilitare le zone “Bistrattate” della città di Lugano, trasformandole con creatività in valore aggiunto. L’obiettivo è quello di ampliare l’offerta turistica, coinvolgendo nel progetto le risorse presenti sul nostro territorio e di realizzare un percorso che verrà debitamente segnalato e stampato sulla cartina della città di Lugano.

  3. Estendere la chiusura del lungolago di Lugano: l’estensione dei giorni e dell’orario di chiusura del lungolago di Lugano è una chiara opportunità per la città. Aumenterebbe l'attrattività, sia per la popolazione locale che per i turisti. Faciliterebbe la pianificazione degli eventi e agevolerebbe gli esercenti e i negozianti. Il collegamento verrebbe garantito dal trasporto pubblico, così da poter facilitare l’accesso anche agli anziani, e dalla mobilità lenta.

  4. Incremento di case d’appartamento protette, che consentono all’anziano di rimanere il più possibile indipendente e autosufficiente. Lugano deve prendere in considerazione una miglior pianificazione del territorio e compiere alcune scelte oculate per prevedere spazi, infrastrutture e strutture ad hoc. La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per non impegnare in modo eccessivo le finanze comunali, che si trovano in una fase assai delicata.

#3 Sara Beretta Piccoli

1971, Igienista dentale

Avevo sempre pensato che ci fosse solo un tipo di famiglia, quella che avevo davanti agli occhi da bambina: con un padre affettuoso e diligente, una madre organizzatrice e dinamica, con tanti fratelli amici e alleati... una famiglia felice, a cui non mancava niente, e che neppure i drammi del mondo l’avrebbero potuta disgiungere.
Invece all'alba dei miei 40 anni mi ritrovavo sola con due figli di 8 e 10 anni, dopo una separazione e con un padre che se n’era andato troppo presto. Ma invece di credere che quella fosse una fine, mi ritrovai a pensare che quello poteva essere un nuovo inizio: una nuova occasione per ricominciare, per continuare a credere in un mondo migliore... Avevo la mia vita e i miei due figli! Papa Francesco disse: "I bambini ci ricordano un'altra cosa bella; ci ricordano che siamo sempre figli. Anche se uno diventa adulto o anziano, anche se diventa genitore, se occupa un posto di responsabilità, al di sotto di tutto questo rimane l'identità di figlio. Tutti siamo figli. E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi, ma l'abbiamo ricevuta”. Perciò, Non voglio smettere di pensare che possiamo vivere meglio di così, e che dobbiamo vivere ogni istante, dando agli altri ciò che abbiamo ricevuto! Voglio credere che essere felici sia un diritto delle persone, come lo é il diritto di vivere, il diritto di avere la libertà, il diritto a un'esistenza dignitosa... Ora per me la famiglia è quell'insieme di persone che vive e condivide la giornata nell'amore reciproco, nel rispetto. In famiglia ci si aiuta, si ride, si sogna e la speranza non muore mai! "Sono troppo convinta (come diceva Oriana Fallaci) che la vita sia bella anche quando è brutta; che nascere sia il miracolo dei miracoli; vivere, il regalo dei regali. Anche se si tratta d’un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso".
Ed è per questo che lotto ogni giorno, con il cuore, con la mente, con voi e per voi...

#4 Benedetta Bianchetti

1978, avvocato

Un tema che considero particolarmente importante per la Città di Lugano è quello della promozione delle arti e della cultura. Con la recente apertura del LAC Lugano dispone di una struttura efficiente all’interno della quale proporre ai visitatori ed ai propri cittadini un’ampia offerta artistica e culturale. Affinché il LAC diventi uno dei punti di riferimento culturali della Svizzera ritengo tuttavia necessario che nei prossimi anni venga proposta al pubblico un’offerta artistica e culturale di qualità, segnatamente dovranno essere presentate mostre di artisti di prestigio in grado di attirare l’interesse del maggior numero di persone, proposti spettacoli teatrali di compagnie di fama nazionale ed internazionale ed organizzati eventi e concerti musicali di alto livello. Per ottenere questo importante risultato è assolutamente necessario rendere la Città maggiormente attrattiva, promuovendo ed incentivando il lavoro di sponsoring e di aiuto finanziario ed offrendo ai collezionisti agevolazioni fiscali (da concordare con il Cantone). Ritengo che, per raggiungere il menzionato obiettivo, nei prossimi anni la Città di Lugano dovrà però anche puntare maggiormente sulla valorizzazione del proprio patrimonio artistico. Ad esempio, presentando regolarmente iniziative, approfondimenti e conferenze tematiche di carattere culturale con esperti del settore, che possano attirare l’interesse dei media nazionali ed internazionali o promozionando maggiormente la propria immagine a livello turistico attraverso alcuni degli edifici più conosciuti (ad esempio Villa Ciani, S. Maria degli Angioli, i Palazzi storici del Centro), ma anche promuovendo e sostenendo iniziative e progetti culturali che permettano di far conoscere anche ai non esperti il patrimonio artistico di Lugano. E soprattutto continuando a prestare attenzione alla salvaguardia del territorio, affinché tale patrimonio artistico possa essere conservato in un contesto urbano rispettoso dei cittadini e dell’ambiente.

#5 Federica Colombo Mattei

1962, archittetto

Da pochi anni abitiamo una Grande Lugano; ad essa il cittadino chiede di avere una sua chiara identità e che sia baricentro di un contesto territoriale più ampio.

Le grandi complessità territoriali ed insediative di questa Grande Lugano, un’area che si estende lungo il percorso del fiume Cassarate dalle creste delle prealpi alla riva del lago Ceresio, composta da una miriade di insediamenti sfaccettati e policentrici, rendono difficoltosa la ricerca di questa nuova identità urbana, ma sono allo stesso tempo un’opportunità per il suo futuro. Tra i temi sul tavolo quello degli alloggi ha un ruolo chiave.

Il dibattito politico, oltre ad occuparsi dell’importante tema delle abitazioni sociali, è l’occasione per riflettere sui luoghi del vivere quotidiano, sulla loro qualità e sulle potenzialità di quello sviluppo urbano che oggi si chiede alla città.

L’abitare riporta comunemente ai luoghi privati in cui si svolge la vita domestica, la quantità di tempo però che le persone trascorrono fuori dalle loro abitazioni dimostra come lo spazio dell’abitare sia in verità più vasto e comprenda anche i molti luoghi collettivi che le persone frequentano nel corso delle loro giornate.

La politica dell’alloggio per poter offrire dunque valore aggiunto all’abitare, deve occuparsi certo degli spazi di vita privati, del numero di abitazioni, della loro tipologia, del loro costo, della loro efficienza energetica e delle nuove forme di vita, ma anche degli spazi aperti collettivi (piazze, strade, giardini, parchi e boschi), degli edifici pubblici e dei luoghi dell’aggregazione sociale (bar, sale cinematografiche, stazioni, centri giovanili o per anziani, negozi e centri commerciali, ambulatori, consultori, asili nido, ecc.).

La convergenza delle esigenze economiche, sociali e culturali, delle esigenze di mobilità e delle infrastrutture, che danno forma agli spazi e alla loro qualità va perseguita avviando un progetto che miri all’unione queste diverse necessità territoriali e che risponda alle diverse identità dei suoi abitanti, promuovendo una società con solide radici che possa riconoscersi nel paesaggio della propria grande città.

Un progetto che deve essere un passo avanti per la Lugano del futuro.

#6 Michele Malfanti

1972, architetto

Nel quadro della Strategia energetica della Confederazione, alle città e ai Comuni è assegnato un importante compito: sfruttare il proprio margine di azione in materia di politica energetica, intensificare le proprie attività in concreto e assumere una funzione di esempio e sensibilizzazione. Il Piano Energetico Comunale (PECo) è in primo luogo uno strumento di analisi del territorio dal punto di vista della produzione e dei consumi di energia, nonché un rilievo delle relative emissioni inquinanti. Prende in considerazione le potenzialità del territorio dal punto di vista dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e della riduzione dei consumi in genere. Si evidenziano così dunque non solo i punti di maggior criticità, ma anche le opportunità presenti da cogliere e sviluppare in una visione strategica d'insieme. La condizione di Lugano è, in questo ambito specifico, emblematica: un territorio vasto, eterogeneo e discontinuo. Caratterizzato da zone industriali - commerciali, aree densamente urbanizzate, grandi arterie di traffico e reti infrastrutturali. Ma anche da vaste aree boschive, villaggi discosti e quasi dispersi, servizi più rarefatti. Proporre progetti di politica energetica a livello locale vuol dire capire e valorizzare le specificità del proprio territorio. Per questo il riconoscimento di 'Città dell'energia' non deve essere inteso semplicemente come un marchio di qualità, quanto piuttosto la volontà di compiere un processo a lungo termine verso una politica energetica comunale sostenibile. Promuovendo e utilizzando energie indigene e rinnovabili, non solo si contribuisce alla protezione del clima e a migliorare la qualità di vita e dell'ambiente, ma porta anche vantaggi in termini economici  e di creazione di posti di lavoro. Le 'Città dell'energia' sono dinamiche, innovative e pensano in modo sostenibile! In tutti i campi. Sviluppo e pianificazione. Edifici e impianti comunali. Approvvigionamento e smaltimento. Mobilità. Organizzazione interna e cooperazione. Comunicazione e sensibilizzazione.

#7 Franco Marinotti

1953, Imprenditore
Verdi liberali

...un passo avanti  nella promozione di una mobilità intelligente e a impatto zero, ma che tenga conto dell’economia;

  • per una Lugano più connessa ed interconnessa, consapevole della bontà di una crescita socioeconomica sana e duratura. Ciò si esplica solamente attraverso il perseguimento di un nuovo concetto di mobilità al passo con i tempi. Si intende con ciò una mobilità efficiente, sostenibile e focalizzata sul lungo periodo, che prima di procedere con pesanti interventi sulla rete viaria, effettui opportunamente una pianificazione del territorio intelligente, preventiva e nel contempo fortemente incisiva. L’esercizio deve pure contemplare possibili processi di ragionata e ragionevole densificazione dell’edificato, ciò sta a significare distanze più ravvicinate, riduzione delle percorrenze e del pendolarismo, con tempi di spostamento più brevi, per una qualità di vita decisamente migliore ed ecologicamente più idonea.

  • per la riprogettazione di una moderna rete di trasporti metropolitani, integrata mediante un processo avanzato di “metropolitanizzazione” capillare. In effetti solo un servizio di trasporto pubblico, diffuso su tutto il territorio dell’agglomerato del Luganese, veloce, economicamente concorrenziale e facilmente accessibile da ovunque e da tutti, può fungere da deterrente al traffico privato.

…un passo avanti per ridare competitività e attrattività alla nostra piazza finanziaria

  • per una politica propositiva e consapevole, determinata nel  favorire un’accelerazione del processo di rinnovamento del settore bancario, in modo da agevolare e incentivare il suo passaggio da attività preponderatamente di gestione di capitali stranieri, ad un effettivo suo maggior coinvolgimento nella crescita dell’economia reale locale, a supporto dunque delle imprese e del mercato locale in genere, con le sue specificità ed eccellenze.

  • per una politica di apertura ai mercati globali, ma allo stesso tempo che favorisca la presenza di banche autoctone sul territorio cittadino, dotate di sufficiente potere decisionale,  e il conseguente rafforzamento dell’identità svizzero-italiana del nostro sistema bancario, facilitando quanto più possibile l’aggregazione di banche locali e scongiurando i fenomeni di delocalizzazione e la presenza esagerata e dominante di istituti esteri nel capitale delle stesse.