Il Centro non vuole sbagliare mira

Il Distretto ha ratificato le 31 candidature in corsa per il Gran Consiglio alle elezioni cantonali del 2023. Intraina: ‘Vogliamo incrementare la nostra presenza’.

Trentun persone pronte a buttarsi nella campagna elettorale. Il Centro (ex Ppd) del Luganese ha schierato la propria squadra. Ieri sera, l’assemblea distrettuale riunita a Savosa e diretta dal presidente Daniele Intraina ha acclamato la lista dei candidati per l’elezione del Gran Consiglio del 2 aprile 2023. Una lista che presenta quattro deputati uscenti: Maddalena Ermotti Lepori, Sabrina Gendotti (municipale a Massagno), la vicepresidente del Parlamento cantonale Nadia Ghisolfi e Giovanni Berardi (sindaco di Alto Malcantone) che non ha mai mancato una seduta. La squadra è piaciuta ai presenti, tra i quali il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il capogruppo in Gran Consiglio Maurizio Agustoni e numerosi politici attivi a livello locale. Intraina ha chiarito subito che «si punta con decisione alla riconquista del seggio perso nelle passate elezioni». Il Distretto vorrebbe tornare a essere rappresentato da sei deputati e mira alla riconferma del consigliere di Stato Raffaele De Rosa, con ampio margine.

Mattia Bernasconi (2003), il più giovane

I candidati presenti all’assemblea (24 su 31) hanno avuto modo di presentarsi. Nella squadra, figurano dieci giovani (con meno di 35 anni) e 8 donne. Tra loro, venti ricoprono già cariche pubbliche. Il più giovane è il liceale Mattia Bernasconi, classe 2003, che ha insistito sul problema della fuga dei cervelli dal Ticino. Nella lista ci sono anche i consiglieri comunali di Lugano Federica Colombo Mattei, Lorenzo Pianezzi, che l’anno prossimo lascerà la presidenza di Hotellerie Suisse, sezione Ticino, l’ex capogruppo Ppd in Consiglio comunale a Lugano Michel Tricarico, l’esercente Guido Sassi e l’ex direttrice del Giornale del Popolo Alessandra Zumthor Bernasconi. Fa parte della squadra anche la sindaca di Neggio Antonella Notari. Gli altri nomi sono Marika Beretta, Mattia Bernasconi, Filippo Crivelli, Gioele Ferretti, Dario Job, Tommaso Merlini, Michele Roncoroni, Michele Sagramoso, Davide Tekin, Rocco Vicenzi, Paola Degiorgi Terabuso, Fabrizio Gervasoni, Tommaso Gianella, Razvan Lepori, Filippo Martinoli, Rafaello Martini, Roberto Narduzzi, Marco Quadri, Paolo Ruggia, Bruno Schiavuzzi e Sergio Vecchi. Tutti hanno espresso entusiasmo e tanta voglia di partecipare. Intraina, ringraziandoli per il senso del dovere dimostrato mettendosi a disposizione del partito, ha sottolineato che, nel caso fosse necessario, il Distretto dispone di almeno un paio di nomi, pronti a mettersi in gioco. Il presidente distrettuale non ha mancato di ringraziare Lorenzo Jelmini, deputato in Gran Consiglio dal 2011, che ha deciso di non sollecitare un nuovo mandato.

De Rosa: ‘Radici solide nella tempesta’

Tra gli ospiti della serata, oltre all’ex municipale di Lugano Angelo Jelmini, anche il capogruppo in Gran Consiglio Maurizio Agustoni, che ha portato il saluto del presidente cantonale Fiorenzo Dadò, leggermente influenzato e impegnato a preparare il comitato cantonale in programma stasera. Agustoni ha raccontato un aneddoto: le risposte di tre operai intenti a lavorare in un cantiere alla domanda formulata da una persona, che ha chiesto loro cosa stessero facendo. Il primo dei tre ha risposto che sta lavorando per portare a casa i soldi e mantenere la famiglia, il secondo ha detto che stava rompendo pietre, mentre il terzo ha spiegato che stava spaccando pietre per costruire una grande cattedrale. Muovendo da questa storia, il capogruppo in Parlamento cantonale de Il Centro ha voluto mettere in evidenza lo «spirito che deve animare ognuno di noi in questa partita: un sano pragmatismo unito alla volontà di concorrere a edificare una società in cui tutti sono contenti di vivere». Raffaele De Rosa, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità ha invece espresso profonda gratitudine e riconoscenza nei confronti di tutto ciò che è stato fatto, anche da chi ha lavorato dietro le quinte, e verso le persone che si sono messe a disposizione del partito, perché, ha spiegato, «mettersi in gioco rappresenta un grande gesto di altruismo. Gli estremi si stanno indebolendo e noi non possiamo perdere deputati, abbiamo radici solide anche nella tempesta». Da segnalare anche la modifica formale relativa al nome. L’assemblea ha ratificato la decisione presa dai delegati del Partito in occasione del congresso cantonale di giugno, cambiando la denominazione della lista da Partito popolare democratico a il Centro.

LaRegione 17.11.2022